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L'NTEGRAZIONI DELLE INIZIATIVE:


l'identità della scuola


La coerenza...


Condizioni generali...

 

 

 

L'NTEGRAZIONI DELLE INIZIATIVE


strutture, servizi e regole

regole e statuti della scuola: diritti, doveri e forme di partecipazione

orari di apertura

strutture e servizi che gli Enti locali o altri mettono a disposizione della scuola

collegamenti e rapporti con il tessuto urbano

Corsi di studio attivati:

- corsi sperimentali 

- orario obbligatorio annuale

- discipline della quota nazionale del curricolo

- competenze possedute al termine dei corsi (profili in uscita) 


Curricoli, cioè i percorsi effettivamente costruiti dalla singola istituzione scolastica, personalizzabili attraverso l'uso degli strumenti di flessibilità

discipline e attività della quota di curricolo riservata alla scuola (solo quando sarà stato attuato quanto previsto dall'art. 8 del Regolamento)

compensazioni tra le discipline

possibilità di opzione offerte agli studenti e alle famiglie

discipline e attività aggiuntive

ricerca e sperimentazione

modalità e criteri di valutazione degli alunni e per il riconoscimento dei crediti

azioni di 

       - accoglienza

         - continuità

         - orientamento, ri-orientamento (passerelle)

         - sostegno e recupero

         - promozione delle eccellenze

tempi

- adattamenti del calendario scolastico
- articolazione dell'orario complessivo annuale di ciascuna disciplina e attività
- uso della quota del 15% del monte ore annuale per eventuali compensazioni tra le discipline
- modalità di raccordo tra i tempi dell'insegnamento e i ritmi di apprendimento degli alunni

luoghi

        - aule
          - laboratori
          - palestre
          - luoghi esterni (teatri, università, parchi, mete di viaggi d'istruzione)

gruppi

- classi
- gruppi flessibili di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi
- gruppi di alunni che frequentano discipline e attività opzionali
- gruppi di alunni che frequentano discipline e attività aggiuntive

Rapporti

accordi di rete con altre scuole (a partire dal 1° settembre 2000 è possibile lo scambio dei docenti che abbiano uno stato giuridico omogeneo)

rapporti con il territorio

 

Risorse umane

modalità di impiego dei docenti e del personale ATA

modalità di organizzazione dell'istituto

 

Risorse finanziarie sintetizzate in un "programma" contenente

tutte le entrate, aggregate secondo la loro provenienza

gli stanziamenti di spesa aggregati

- per le esigenze del funzionamento amministrativo e didattico generale
- per i compensi spettanti al personale dipendente per effetto di norme contrattuali e/o di disposizioni di legge
- per le spese di investimento
- per i singoli progetti da realizzare

Criteri per il monitoraggio, la valutazione degli esiti, le conseguenti azioni correttive.

indicatori e parametri riferiti all'intero piano e ai singoli progetti

componenti coinvolte

eventuali osservatori esterni

tempi

azioni correttive

strumenti di documentazione

 

Schede illustrative finanziarie dei singoli progetti concepiti come espressione coerente dell'identità della scuola nelle quali siano riportati:

la fonte di finanziamento

l'arco temporale in cui l'iniziativa deve essere realizzata

i beni e i servizi da acquistare

la spesa complessiva prevista per la sua realizzazione

le quote di spesa eventualmente attribuite a ciascun anno finanziario, fatta salva la possibilità di rimodulare queste ultime in relazione all'andamento attuativo del progetto

 

Dal 1° gennaio 2001 le scuole possono utilizzare le risorse finanziarie loro assegnate indifferentemente per l'acquisto di beni (spese in conto capitale) e per il funzionamento amministrativo e didattico (spese di parte corrente). Questa opportunità, prevista dal D.L. 240/2000 (da convertire in legge entro la fine di ottobre), anticipa un aspetto essenziale del nuovo Regolamento di contabilità. Il bilancio 2001 può essere organizzato in capitoli non più distinti per tipologia di spesa, ma corrispondenti ai progetti che costituiscono, nella loro coerente organicità, il Piano dell'offerta formativa. Pertanto quest'ultimo, come sintesi dei progetti di ciascuna scuola, rappresenta la base del bilancio di istituto.
Nella pianificazione dell'offerta formativa il gruppo di progettazione deve poi curare con particolare attenzione:


la realizzabilità: il Piano non deve essere un cassetto pieno di sogni destinato a "impressionare" il pubblico dei potenziali utenti, ma un'organica sintesi di ciò che ciascuna istituzione scolastica può coerentemente e realisticamente fare;

la verificabilità: il Piano deve contenere gli elementi (indicatori di successo generali e dei singoli progetti, metodi di monitoraggio ecc.) che consentano la verifica dei risultati;

la flessibilità: il Piano deve descrivere le procedure utilizzate perché siano possibili modifiche in caso di esiti negativi anche parziali;

la stabilità: il Piano deve avere una dimensione pluriennale per dare agli utenti e al territorio una prospettiva formativa certa, fondata su indicatori solidi e non su esigenze di breve respiro o addirittura su mode;

la condivisione: il Piano deve essere il frutto di una piena condivisione delle varie componenti della scuola o almeno di una negoziazione degli eventuali punti di contrasto;

la comunicabilità: il Piano deve poter essere comunicato a tutti i soggetti interessati. Rispetto a una più ampia stesura utile per le componenti interne della scuola, se ne può prevedere una versione ridotta destinata ai soggetti attivi nel territorio (Enti locali, agenzie formative tra cui in primo luogo le altre scuole, associazioni professionali e disciplinari etc.) e alla "utenza potenziale";

la chiarezza: il Piano deve essere semplice e quindi facilmente comprensibile da studenti, genitori e dai "non addetti ai lavori in genere".

 

 

 

 

 

 

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