L'esigenza
di progettare un Piano
dell'offerta formativa
deriva oggi alle scuole dalle nuove funzioni che
l'autonomia scolastica ha attribuito loro in merito
alla determinazione di alcune "quote"
del curricolo e all'uso degli strumenti di flessibilità
su tutte le "quote" del medesimo curricolo.
Progettare l'offerta significa prendere atto in
primo luogo dei bisogni formativi del territorio
e, in secondo luogo, tener conto delle condizioni
di erogazione del servizio e delle risorse umane
e finanziarie disponibili. Il Piano
dell'offerta formativa
potrebbe essere costituito da tre parti:
 |
una
centrata sulla costruzione dei curricoli
|
 |
una
dedicata al relativo programma delle attività
finanziarie
|
 |
una
riservata alla esposizione dei criteri di
organizzazione ed erogazione del servizio.
|
In
tal modo, in un unico documento la scuola avrebbe
il POF, il "Programma annuale" della
gestione finanziaria previsto dall'attuale Regolamento
di contabilità
e la Carta dei servizi.
Il Piano
dell'offerta formativa,
poiché descrive l'intera realtà della scuola,
si presenta con una complessa articolazione. Ciò
non vuol dire che sia difficile da formulare.
È sufficiente organizzare in categorie le varie
attività. Non esiste un modello unico di Piano.
Questo risponde infatti, all'identità e alle modalità
stesse di progettazione di ciascuna scuola. È
possibile tuttavia ipotizzare una mappa delle
categorie che il Piano
può contenere.
|